Il voto amministrativo agli immigrati non è “all’ordine del giorno del Parlamento”; l’apertura del presidente della Camera Gianfranco Fini è solo un “parere personale”.
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Il premier chiude ogni spiraglio di confronto. L’ingresso degli immigrati nei seggi elettorali non è nell’agenda di palazzo Chigi e tanto meno in quella di Camera e Senato. Berlusconi sa bene che il governo non detta, e comunque non direttamente, l’ordine del giorno dei lavori delle assemblee legislative. Forse per questo ricorda che proprio Maurizio Gasparri ha escluso che “in questa legislatura ci siano i numeri e le condizioni per una svolta che sarebbe un errore”.
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